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Rischio idrogeologico e Protezione Civile: all’I.I.S.S. “L. Russo” un evento formativo sull’importanza della prevenzione

Relatori esperti hanno illustrato agli studenti strutture e modalità di intervento della Protezione Civile, con un focus sugli eventi che hanno interessato il nostro territorio

Data :

9 aprile 2026

Rischio idrogeologico e Protezione Civile: all’I.I.S.S. “L. Russo” un evento formativo sull’importanza della prevenzione
Municipium

Descrizione

Si è svolto ieri mattina, presso l’Aula Magna “Hanna Arendt” dell’’IISS “Luigi Russo”, un incontro formativo dal titolo “Rischi idrogeologici nel nostro territorio: la frana di Niscemi e il futuro della provincia di Caltanissetta”, rivolto agli studenti del Liceo Linguistico dello stesso istituto.    

L’evento, che ha preso le mosse da fenomeni di stretta attualità del nostro territorio, ha consentito di approfondire con relatori esperti le cause geologiche, la gestione dell’emergenza, gli interventi di protezione civile e le prospettive di prevenzione da mettere in atto per ridurre l’impatto delle calamità naturali.

L’incontro, moderato dal Prof. Remo Calandrino, si è aperto con i saluti istituzionali dell’assessore alla Protezione Civile Salvatore Licata, che si è soffermato sull’importanza di un sistema essenziale sia nella risposta alle emergenze e alla tutela della vita che per le attività di previsione e prevenzione: “Ringrazio innanzitutto il Dirigente Scolastico Maria Rita Basta per averci accolto in questa sede e per aver organizzato un evento formativo incentrato su temi di grande rilevanza e stretta attualità, invitando relatori con un'alta competenza tecnica ed esperienza, di cui sicuramente i suoi studenti faranno tesoro. È un piacere immenso per me incontrare voi ragazzi. Spero che l’occasione di oggi vi sia utile non solo in vista della preparazione dell’esame di maturità, ma soprattutto per sviluppare, da neo maggiorenni, anche una piena coscienza di protezione civile. 

Abbiamo vissuto con grande amarezza e impotenza quello che è successo a Niscemi e abbiamo apprezzato anche il lavoro di tantissime realtà a tutela del cittadino, come l’apporto prezioso fornito da tantissimi volontari. Anche a Caltanissetta negli anni si sono registrati diversi fenomeni che non devono essere sottovalutati, ma analizzati in modo strutturale attraverso la collaborazione di più componenti.  

Al centro di tutto, però, c’è sempre il cittadino e la sua consapevolezza civica, a cui sono rivolte queste giornate di sensibilizzazione e di corretta informazione”.

Il Dott. Giuseppe Bologna, Responsabile del Servizio Protezione Civile del Comune di Caltanissetta, ha parlato del Piano Protezione Civile del Comune, oggetto di costante aggiornamento e perfezionamento, nonché del COC (Centro Operativo Comunale), illustrando la sua struttura, i compiti e la pianificazione delle linee di intervento.

Memoria storica in ambito ambientale della città di Caltanissetta, considerata la lunga esperienza maturata all’interno dell’Ente, il Dott. Bologna ha dunque ripercorso alcuni fenomeni che hanno interessato il nostro Comune, come i dissesti che hanno interessato gli edifici di via Redentore e i “vulcanelli” del Quartiere S. Barbara: “Abbiamo rinvenuto tracce storiche del fenomeno dei vulcanelli che risalgono addirittura a fine ‘700. Negli anni, in particolare nel 2008, queste eruzioni di fango, costituito da metano misto ad acqua, hanno causato gravi problematiche. Oggi, grazie a una convenzione con l’Università di Catania, stiamo portando avanti uno studio approfondito, così da intervenire sulle cause e non più solo sugli effetti. Più recentemente abbiamo affrontato anche l’emergenza legata agli edifici di via Redentore, su cui sono stati collocati dei vetrini che al momento non registrano più movimenti. Grazie al monitoraggio GPS in collaborazione con l’Università di Catania e l’Università di Palermo, e la loro consulenza scientifica,  è avviato lo studio delle cause dei fenomeni accaduti.

Mostrando agli studenti una cartina di Caltanissetta risalente alla fine dell’Ottocento e una fotografia aerea del 1943, il Dott. Bologna ha parlato della possibile influenza dei fenomeni di via Redentore con la presenza di un vecchio torrente intubato: “Nell’ambito dello studio avviato con il supporto tecnico-scientifico delle Università di Catania e di Palermo, si  sta valutando con attenzione l’eventuale influenza dell’intubamento del Torrente delle Grazie, che è ben visibile sia nella planimetria sia nella foto aerea.

Nell’ambito della conoscenza del territorio, non bisogna sottovalutare neanche la sismicità di Caltanissetta,di cui è necessario tenerne conto anche in fase di progettazione, poiché anche se c’è un rischio minore rispetto ad altre province, siamo circondati da territori altamente sismici, come evidenziato nelle carte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia”.

Consentitemi di sottolineare – aggiunge il Dott. Bologna –  l’importanza del volontariato, senza il quale sarebbe complicato mettere in pratica le attività di protezione civile.

Oggi a Caltanissetta possiamo contare su 5 organizzazioni, fra cui la Croce Rossa Italiana. I volontari sono stati fondamentali anche durante la crisi idrica, quando associazioni provenienti da tutta la Sicilia si sono messe a disposizione per la fornitura di acqua tramite autobotti. I volontari giocano un ruolo importane anche per la vigilanza degli incendi e nella stesura del Piano di Protezione Civile”.

Il Dott. Cristoforo Costa, funzionario del Servizio Regionale S.10 della Protezione Civile Regionale, ha illustrato il funzionamento e la storia della Protezione Civile, mostrando come alcuni eventi calamitosi o tragici abbiano scandito i passi che hanno dato origine nel 1982 a un Ministero dedicato.

“La Protezione Civile è un sistema coordinato di competenze che svolge attività di previsione, prevenzione, soccorso, superamento dell'emergenza – ha dichiarato il Dott. Costa. Una delle prime forme spontanee di volontariato in Italia si registrò in occasione dell’alluvione del 1966 a Firenze, con i cosiddetti Angeli del Fango, giovani universitari che recuperarono un patrimonio culturale che rischiava di andare perduto.

La frana di Niscemi ha richiesto l' attivazione di una serie di interventi che non si limitano, ad esempio, alla immediata tutela della popolazione dal rischio, con provvedimenti urgenti e contingibili che hanno portato alla definizione di una zona rossa e relativa evacuazione della popolazione residente, ma ha contemplato anche un supporto meno tangibile ma egualmente importante come quello erogato dagli psicologi dell’emergenza.

Il rischio principale in Sicilia è quello idrogeologico: è importante in questo senso ridurre la pericolosità, ad esempio con opere idrauliche, ma anche la vulnerabilità, con sistemi di allertamento e piani di evacuazione, con attività di formazione e informazione rivolte al cittadino. Il nostro Dipartimento conta su una flotta di 300 mezzi, adibiti a diverse necessità ed interventi, distribuita su tutto il territorio regionale. È importante per il cittadino essere consapevole delle aree di attesa, di ricovero e di ammassamento della propria città, informazioni rinvenibili sui siti istituzionali dei comuni”. 

Fra i relatori anche il Prof. Curcuruto, geologo esperto del territorio nisseno, che ha approfondito i fenomeni di Niscemi. Come ricordato, però “in tutta Italia sono presenti il rischio idrogeologico, vulcanico e sismico, da cittadini bisogna conoscere questi aspetti del territorio che viviamo”.

Come spiegato dal Prof. Curcuruto, il “la placca europea e placca africana sono in costante movimento e purtroppo la linea di sutura passa proprio attraverso la Sicilia:  da Sciacca a Messina, transitando appunto per Niscemi”.

Il geologo, che ha ripercorso anche il terremoto di Messina ed altri eventi calamitosi, si è focalizzato anche sul rapporto fra uomo e natura, con l’ingente intervento antropico che ha contribuito notevolmente ad aumentare i fattori di rischio. Infine, è stato analizzato il processo legato al cambiamento climatico, rimarcando l’esigenza di una sintesi fra esigenze umane e sostenibilità ambientale.

Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2026, 17:28

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