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Caltanissetta
 

La Provvidenza il Quartiere degli zingari

Corso UmbertoPartendo dalla piazza centrale si può effettuare un altro percorso molto interessante, che mostra i quartieri di San Giuseppe, della Provvidenza ed il mercato storico Strada ‘a foglia. Risalendo il Corso Umberto si possono ammirare i molti palazzi nobiliari che affollano il centro storico cittadino e poco dopo, quasi nascosta tra i vicoli si può ammirare la chiesa di San Giuseppe.

 

San GiuseppeNel 1609 venne iniziata la costruzione di una chiesa nel rione “Furchi” (l’attuale quartiere San Francesco),dedicata al Santo Patrono dei falegnami. Nel 1722 venne completato il prospetto ed il campanile della chiesa, mentre l’abside verrà realizzato nel 1810, con soffitto in legno con cassettoni a fiorami dorati, abbellita di stucchi e di alcuni affreschi del pittore Pollaci. La chiesa sorge in un largo spiazzale e si presenta con un interessantissimo prospetto in pietra intagliata preceduto da una scalinata, in ordine toscano del quale vi è la rappresentazione di San Giuseppe che tiene per mano Gesù Bambino, a sinistra sorge il campanile. L’assetto impiantistico della chiesa è a navata unica, e finemente decorata a stucco ed abbellita dai numerosi affreschi  del Pollaci che rappresentano i momenti salienti della vita del Santo. Di rilevante spessore anche l’organo e la statua  della Madonna Assunta, del Biangardi. La chiesa diventa il 19 Marzo festa di San Giuseppe teatro della “Tavolata di san Giuseppe” antica tradizione che vede tutta la Parrocchia e la città impegnati a regalare un pasto festoso ai meno fortunati.

 

Seminario VescovileProseguendo l’itinerario si accede ad un largo viale alberato, Viale Regina Margherita che ospita importanti sedi istituzionali come il Palazzo Provinciale, della prima metà del XIX secolo. Tra gli artisti che contribuirono alla realizzazione del palazzo, si ricordano: il nisseno Luigi Greco che realizzò l’aula consiliare e lo scalone principale; un altro nisseno, Michele Tripisciano, per le sculture che ornano il palazzo; il catanese Pasquale Sozzi per le decorazioni interne. Il Seminario Vescovile che ospita al suo interno l’importante Museo Diocesano, la Villa Amedeo ampio polmone verde a due passi dal centro storico. Il viale termina con il monumento ai caduti di guerra che sovrasta l’intero viale in tutta la sua lunghezza e che regala una carica suggestiva molto forte, e una rotonda panoramica che si affaccia sulle morbide colline circostanti.

 

Dopo la passeggiata lungo il viale si può effettuare una breve, ma significativa sosta, alla bottega storica e laboratorio artigianale della produzione di uno dei cibi di strada più gustosi di Caltanissetta: le panelle accompagnate da un panino o una pagnotta tipica chiamata madalfa. Sicuramente non leggerissimo dal punto di vista calorico, ma rinfrancata.

 

Quartiere provvidenzaL’itinerario prosegue facendo tappa al quartiere Provvidenza, noto agli antichi come il quartiere della Giudecca, perché quartiere ebraico e poi come il quartiere degli zingari e sede dell’antica moschea, poi trasformata nell’attuale chiesa S. Maria della Provvidenza, denominata dai nisseni semplicemente: La Provvidenza. Il quartiere ricco di colori è diventato negli ultimi anni un allegro melting pot di culture provenienti per la maggior parte dal Nord Africa, confermando per l’ennesima volta la vocazione internazionale del quartiere da sempre legata alla storia di popoli lontani.

Dal dedalo di vicoli stretti e riparati del quartiere si giunge nuovamente nel cuore del centro storico cittadino, scendendo giù per la Via XX S settembre. In Corso Vittorio Emanuele, un altro cuore verde della città, che rimanda la memoria alla dominazione spagnola: la Villa Cordova testimonianza della predilezione degli spagnoli per gli spazi verdi e i giardini. A pochi passi si accede dalle tante stradine al mercato storico Strada ‘a Foglia, dal 1882 caratteristico mercato ortofrutticolo ricco di bancarelle di frutta,verdure, pesce, carne, formaggi, ecc. che offre uno scorcio suggestivo tra colori e prodotti gastronomici tipici, percorrendo il mercato in tutta la sua lunghezza si giunge nuovamente nei pressi della Piazza Garibaldi.

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